ricordi ortonesi - dal sito www.ortonese.it (di mario paolini)

 
 

Mia Madre mi ha raccontato

Mia madre è nata nel 1936. Da piccola, prima della guerra che ha raso al suolo Ortona, abitava in piazza nella casa dove aveva vissuto il famosissimo musicista Francesco Paolo Tosti. Lei con la sua famiglia dovettero lasciare questa casa perchè arrivò lo sfollamento e finì a Pisticci. Dopo la guerra, per fortuna, la casa era ancora li anche se molto rovinata. Fu riparata e ci tornarono ad abitare. L'appartamento era di Raffaele Sciascia (lo ricordo, faceva il professore di matematica..occhi azzurro intenso) e di suo fratello. Ad un certo punto il sindaco Di Paolo (cosi mi raccontano) decise che la piazza della Repubblica doveva diventare piu' larga e diede ordine di abbattere quella casa. La zia di mia madre quando realizzò che non era uno scherzo si mise in giro a raccogliere le firme per non farla mandare giu. Ne raccolse 400 ma non bastarano. Si ammalò per la tristezza. Oggi avremmo potuto avere una casa museo...quella era la casa dove per svariati anni aveva vissuto l'unico musicista ortonese, quello che ha scritto "A Marechiaro" !

Novembre…l’asfalto dei vicoli di Santa Maria è umido e la luce è quella che immagino quando penso a questo mese. Qualche persona anziana sta tornando a casa con i sacchetti della spesa e qualcun’altra perde tempo davanti ad una vecchia bottega e in dialetto racconta qualcosa ad un altro signore che ha passato sicuramente gli 80. I miei occhi stanno guardando ma la mia mente vede qualcosa di diverso…quei bambini con i grembiuli neri ed il fiocco azzurro, le cartelle a zaino con le grosse tasche posteriori. Sono in 3 e si danno spintoni, la mamma dal balcone che ad alta voce: “Nicolì spicciti ca iè pronto a magnè!” (Nicolino sbrigati che è pronto). Proseguo…il bucato appeso ai fili è fermo, manco un soffio di vento. L’aria è di colore grigio chiaro e sfuma i contorni, l’odore delle castagne e di cipolla soffritta. Vengo attratto dal nero del fondo della bottega di uno dei tanti falegnami e quel legno chiaro che sta piallando è in forte contrasto con il buio della bottega. Mi fermavo sempre ad osservare i falegnami ed anche Rocco Bomba che riparava i motorini. La mente torna a vedere ciò che vedono i miei occhi, questo lungo attimo di sogno è terminato. Non so…ma credo che i ricordi che scaturiscono improvvisamente da luoghi, voci, profumi e luce sono per me importanti…è come prendere una compressa che fa passare il mal di testa.-Mario Paolini 7.11.2014

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1971