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La pagina di Carlo Sanvitale

 30.4.1944 - 16.11.2013

Carlo è stato un "compagno" di mio padre ma anche mio.

Questa pagina verrà arricchita di contenuti con cadenza mensile

Carlo racconta Punto Radio - dialogo con Mario Paolini clicca per vedere il filmato

CARLETTO CI MACHERA’ TANTISSIMO……..

Sabato 16 Novenbre alle ore 16,45 Peppino Giambuzzi mi ha quasi comunicato in diretta la notizia della morte di Carlo Sanvitale. Non avendo risposto subito alla sua chiamata e considerati il giorno e l’ora ho subito pensato a Carlo ed alla sua difficile condizione di salute. Poi è arrivata la conferma della drammatica notizia. Subito dopo è giunta la telefonata di Gabriele Moro che a me, piangente, ha aggiunto:”se n’è andato il migliore di noi”….

I funerali di Carlo hanno confermato quel giudizio, tanta è stata la partecipazione, la commozione i riconoscimenti per una vita spesa bene verso il prossimo, con tanto amore per la sua città, la politica, la musica e la vita.

Ero stato a trovarlo due mesi fa insieme a Gabriele e Florindo. Lui era reduce dall’operazione al cuore ad Ancona. Era stanco, ma come sempre molto lucido ed arguto. Due ore e mezza a parlare di politica nazionale e locale. Giudizi molto duri e severi, in particolare sulla classe dirigente ortonese. Siamo stati bene insieme. Al congedo mi disse:”Nicola sei stato un po’ silenzioso questa volta. Rivediamoci presto.”Io ero stato silenzioso perché mi sentivo in colpa ed in imbarazzo per non essere stato capace di risolvere un problema che mi aveva sottoposto e che pensava fosse nelle mie possibilità affrontare positivamente.

Purtroppo non ci siamo rivisti più ed in me è rimasto un forte rammarico ed un grande vuoto quando si perde un amico fraterno di tante battaglie ed un vero punto di riferimento.

In questo tempo mi sono tornati alle mente molti ricordi personali. A partire da quando ci siamo conosciuti nel 1971 nell’allora giovane Partito Socialista di Tommaso Paolini e Menico Sassoè. Una piccola sezione di partito che in quindici anni, grazie anche all’attivismo di Carlo, ed al contributo di tanti, avrebbe amministrato la città e diventato un punto di riferimento regionale e nazionale.
E poi tutte le vicende politiche e sociali che ci avevano visti protagonisti. All’interno del partito, dove c’erano grandi individualità, Carlo era quello dall’analisi profonda, creativa che apriva sempre nuove prospettive e nuovi orizzonti ai discorsi di piccolo cabotaggio.

Se osservo l’attuale panorama politico ortonese del fantastico periodo degli anni settanta fino ai primi anni novanta devo dire che delle scelte politico-amministrative di quel periodo è rimasto ben poco.

Tutto quello che è sopravvissuto ed è ulteriormente cresciuto è stato il lavoro culturale di Carlo. A dimostrazione che la vera politica non è l’esercizio personale del potere,ma avere una grande progettualità da realizzare.

Bene hai fatto Mario a far riascoltare la sua intervista su Punto Radio, perché lì c’è la più vera e bella filosofia dell’impegno politico, sociale e culturale di Carlo.
Due giorni fa Gabriele mi ha detto:”dovremo ancora scoprire le tante cose belle che lui in silenzio ha fatto”….Ecco, io credo che questo debba essere l’impegno di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo da vicino. Far sì che le sue idee, i suoi progetti possano continuare a vivere e realizzarsi.
Lui merita questo. E noi, ciascuno per la sua parte, fare in modo che tutto ciò si possa concretizzare.
Nicola Primavera - 24.11.2013

 

Invitato dall’amico Paolini, mi sono assunto il gravoso compito di ricordare alcune tappe della vita di Carlo Sanvitale.

Laureato in Filosofia, la cultura era per  Carlo impegno politico e civile piuttosto che analisi di testi ed autori.  Ha dispiegato il suo impegno civile come animatore di giornali locali e polemico articolista ma, soprattutto, con l’attività politica.  

Ha fondato insieme a Tommaso Paolini, la sezione ortonese del PSI tra la fine degli anni sessanta e gli inizi degli anni settanta (del gruppo costitutivo della  sezione facevano parte:Mimmo Bernabeo, Gabriele Moro, Gabriele Dragani, Nando Falcone, Rinaldo Giambuzzi, Nicola Canosa, Ernesto e Camillo Valentinetti,  Sandro Marino,  Giulio Andreoli,  Guido Quaranta i Paolucci di Caldari, padre e zio di Mario Paolucci,  Di Salvatore,  Pettorossi e il professore di disegno Farinelli. 

Paolini e Sanvitale  costituivano una coppia ben assortita: fantasioso creativo ed esuberante Paolini, ma poco attento ai risvolti pratici dei problemi, più riflessivo, attento alla coerenza delle azioni con gli ideali, abile esecutore dei piani, la cui realizzazione curava in prima persona fin nei minimi dettagli con umiltà e dedizione Sanvitale (pur consapevole del proprio valore l’umiltà, i superiori interessi della collettività gli imposero  sempre di rinunciare ai doverosi riconoscimenti) lo scopo del Psi era quello di porre fine all’egemonia della DC, che durava da oltre 20 anni. Egemonia dannosa per Ortona perché i democristiani locali si limitavano a fare i portatori di voti per i big abruzzesi  Gaspari di Vasto e Natali dell’Aquila. In questo modo Vasto, la Val di Sangro e l’Aquilano conoscevano lo sviluppo tramite l’industrializzazione e la valorizzazione delle risorse agricole e Ortona restava immobile nelle stesse condizioni del dopoguerra.

I problemi della città: il piano regolatore per metter un freno alla speculazione edilizia, una nuova sede per l’Ospedale, lo sviluppo del settore agricolo, che in quegli anni registrava il passaggio dalla coltura dell’uva da tavola a quella da vino, la creazione di aree industriali  ed artigianali per favorire  nuovi insediamenti produttivi, la metanizzazione, il piano per l’edilizia popolare, il porto e lo sviluppo turistico.  

Poiché la sezione di Ortona della DC era divisa tra i seguaci di Gaspari con Di Stefano ed Angelucci  e quelli di Natali con Falcone e Della Loggia. 

La strategia, elaborata da Paolini e Sanvitale, era quella di tentare di approfondire la spaccatura  interna della DC fra gaspariani e nataliani  aprendo un dialogo con la corrente Falcone-Della Loggia. I margini di manovra  erano strettissimi  perché all’interno del PSI l’apertura ad una parte della DC registrava l’opposizione della sinistra, che si richiamava a Lombardi (Di Primio era il referente abruzzese mente i vari Marcello Russo, Nello Mariani, e Domenico Susi erano i referenti della destra), all’esterno, invece, si registrava il netto rifiuto di ogni dialogo con la DC da parte del maggior partito d’opposizione il PCI.  Inoltre bisognava schivare la critica, secondo cui la ricerca dell’accordo con la DC aveva origine nelle ambizioni personali dei socialisti, desiderosi di accedere nelle stanze del potere. La risposta a queste difficoltà e a queste critiche faceva sorgere per i socialisti ortonesi la necessità di un estremo rigore nei comportamenti e grande capacità di comunicazione e convincimento nei confronti dell’elettorato.  

Il problema della comunicazione fu risolto con la fondazione del giornale locale La Voce di Ortona, di cui Carlo era anima e motore.  La strategia di spaccare i democristiani  ebbe un qualche successo: la corrente nataliana ebbe la maggioranza nella sezione locale della DC e fu eletto sindaco Fulvio della Loggia con l’appoggio esterno del PSI.  L’esperimento non ebbe lunga durata, perché la DC disattese gran parte delle richieste sottoscritte in fase di accordo.  Ma l’appuntamento con la conquista della maggioranza in consiglio comunale  fu solo so rimandato. 

L’occasione arrivò con l’esplosione del fenomeno Nino Pace, esponente del PSDI. Abile comunicatore, che non disdegnava le note demagogiche e populiste, Nino si era costruito un vasto seguito in città. Era la persona adatta per far fare alla politica ortonese un salto qualità: mandare un proprio rappresentante nella assemblea regionale. Ma il partito in cui militava era inadatto per soddisfare le ambizioni della città e personali.  Ancora una volta il duo Paolini- Sanvitale  intervenne per pilotare  l’ingresso di Pace nel PSI, anche se Carlo era più prudente, perché preoccupato  dei cambiamenti,  che una presenza così ingombrante  e difficilmente gestibile poteva provocare negli equilibri e negli indirizzi politici del PSI ortonese.  Comunque l’operazione ebbe un esito felice  e per la prima volta dal dopoguerra la coalizione di sinistra PSI-PCI ebbe la maggioranza in consiglio comunale nel 1975. Fu eletto sindaco Nino Pace che, essendo stato eletto al Consiglio Regionale, l’anno successivo si dimise per lasciare la carica di sindaco a Mimmo Bernabeo. L’esperienza amministrativa  portò ad Ortona importanti realizzazioni: un nuovo piano regolatore , la costituzione della 167, la metanizzazione , il nuovo ospedale, l’istituzione di un area industriale ed artigianale.

Si perse, tuttavia,  una importante occasione per l’occupazione e l’industrializzazione dell’ortonese con la questione ORTONIUM. Questa era un’industria per la lavorazione della grafite, che aveva fatto richiesta di stabilirsi in Ortona . Il suo insediamento fu osteggiato dagli agricoltori, che temevano che le sue emissioni  avrebbero provocato danni all’ambiente e alla salute.  La questione sollevò aspri dibattiti, scioperi , manifestazioni e divisioni all’interno dei partiti. Anche il PSI di Ortona si divise tra quelli contrari e quelli favorevoli  guidati da  Tommaso Paolini e Carlo Sanvitale.  I contrari all’insediamento ebbero la meglio e la fabbrica emigrò a Narni in Umbria, dove ha convissuto  felicemente con le eccellenze agricole e culinarie della regione anche se negli ultimi anni il mancato rispetto di alcune norme ha causato qualche problema e guai giudiziari per l’azienda. 

A posteriori si può dire che Paolini aveva ragione e che quella fu una grande occasione perduta, che avrebbe potuto imprimere una svolta all’economia di Ortona. Almeno questo è ciò che penso. 

Negli anni trascorsi dalla cacciata dell’Ortonium l’economia agricola non ha avuto lo sviluppo sperato; Lo sviluppo turistico non ha subito sorte migliore dell’agricoltura.  Molte piccole industrie sono state spazzate via dalla lunga crisi e quelle che resistono campano stentatamente.  Il settore pubblico non è più in grado di offrire posti di lavoro ed, anzi, si appresta  a  tagliarli. Lo stato deficitario della situazione occupazionale in Ortona , il ricordo dell’errore compiuto con l’opposizione all’Ortonium , la consapevolezza che il rigetto degli insediamenti industriali non ha preservato il territorio e l’ambiente ortonese dall' inquinamento  derivante sia dal traffico dei rifiuti sia dalla stessa agricoltura e dalle attività di trasformazione ad essa collegate sono, probabilmente, le motivazioni che hanno spinto Carlo alla sua ultima battaglia a favore del Centro Oli e delle ricerche petrolifere della Medoil.  Battaglia condotta in quasi totale solitudine contro una opinione  pubblica  pregiudizialmente contraria al Centro Oli e alla Medoil.

Nella prima metà degli anni 90 l’Italia è stata scossa dal vento della Destra  suscitato da Berlusconi. Ortona non venne risparmiata : la sinistra perse il potere e si inaugurò un ventennio dominato dalla destra berlusconiana. 

La non ricanditatura nel 1980 di Paolini (qualcuno non lo volle più), poi tangentopoli nel 1992 portarono alla crisi la sezione di Ortona del PSI.  Carlo, tuttavia, non si ritirò a vita privata ma dispiegò il suo impegno nel campo della cultura, che non aveva mai smesso di coltivare anche negli anni del più gravoso impegno politico. Eclettico e curioso si dilettava con la musica e il canto (suonava la chitarra), con la pittura e il disegno, con la poesia e la prosa. La cultura non era solo diletto privato ma impegno per la sua diffusione presso la società civile. A questo impegno  di promozione culturale vanno ascritti la fondazione dei Progetti Farnesiani, che esordì negli anni 80 con la molto dibattuta esposizione sulla Transavanguardia di Domenico Paladino, Enzo Cucchi, Stefano Chia, le mostre , sulla scia dei Progetti Farnesiani  sugli   EX Libris, (sfociate nella creazione di un fondo permanente), la posa delle basi per la nascita dell’Accademia degli Studi Tostiani,  l’ amicizia con il Maestro Antonellini per portare i suoi Solisti Aquilani ad esibirsi ad Ortona, la promozione dei concerti all’aperto di musica classica, il recupero della tradizione maggiaiola e dell’opera di Dommarco.  Spese il suo tempo e le sue energie per contrastare la dominante cultura della destra berlusconiana. Chiudo ricordando la sua estrema onestà : con la politica e con la cultura non si è arricchito.  Era sempre in bolletta perché rischiava in proprio per realizzare le sue iniziative aiutato poco e male dalle istituzioni. Ciao Carlo.     Nicola di Natale – 24.11.2013

 

Alcuni mesi fa, dopo una decina d’inviti, Carlo venne a trovarmi per passare un po di pomeriggio insieme.
Carlo venne per conoscere il mio nuovo computer, ma soprattutto per viaggiare. Non abbiamo sprecato questo tempo a parlare di politica, ma ci siamo accomodati subito sulla navicella.
Prima tappa i cieli di San Pietroburgo, i tetti, i palazzi, i giardini, i canali.
Da subito sbarrò gli occhi.
Poi verso l’India, al Taj Mahal, la musica, la spiritualità, l’orizzonte.
E poi la Pagoda di Shwedagon con le sue guglie, l’oro, le mani giunte, il Buddha.
E così via, altri luoghi, sospesi nell’aria.
Se ne andò contento, almeno per quel poco che gli sarebbe bastato per arrivare fino a casa. Tra noi c’é sempre stata una lotta, questa eterna lotta tra il mio inguaribile ottimismo ed il suo profondo pessimismo.
Dovevamo rivederci per ascoltare la mia collezione di musica, Swing e Blues. Invece no.
Carlo si sentiva come un cosacco della gelida steppa russa: solo ed infreddolito.
Ricordare Carlo sarà troppo impegnativo, uno sforzo insopportabile per tutti, perciò lo dimenticheremo presto.                                                                       Gianni Di Gregorio-21.11.2013

 

Carlo lo conosco da quando ero bambino, sono cresciuto li alla Sangritana proprio di fronte a casa sua. Era un uomo apparentemente semplice, ma di grandi (troppo grandi) ideali e di una bontà straordinaria. Ortona ha perso una persona degna di un gran rispetto, e penso che meriterebbe un ricordo. La classe politica ortonese penso dovrebbe quanto meno essergli riconoscente per l'esempio che dava. Difendere le proprie idee, lottare per il bene comune, fare politica non per il proprio tornaconto ma per il bene di tutti. Questo era Carletto.                       Angelo Piattelli 17.11.2013

 

Ciao Mario Questa mattina presto su ortonese.it ho appreso la triste notizia della morte del carissimo amico Dott.Carlo Sanvitale e credimi i miei occhi erano pieni di lacrime! Non mi succedeva  da tanto per la dipartita di un mio non congiunto!
Ma senza approfondire in questa triste giornata per la morte di Carlo, posso dire che con lui ho passato un periodo bellissimo della mia gioventù,con Punto Radio e con  il PSI, è stato un maestro di vita, per serietà' onesta', lealtà', che oggi non esistono più'. Vero politico al seviziò della gente, e soprattutto degli ultimi della società'. Vero mecenate  della cultura e soprattutto punto di riferimento dei giovani artisti. Il tutto svolto a costo di grossi sacrifici personali. Nei nostri recenti incontri, lo vedevo stanco e affaticato e lo esortavo a rallentare il lavoro culturale che svolgeva,  ma lui fine alla fine a dato tutto se stesso per la sua città, e per tutti gli Ortonesi. Dott.Carlo Sanvitale sei stato un GRANDE....Grazie di averti conosciuto, ti voglio bene.
Claudio Mene' - 17.11.2013

 

Carlo Sanvitale era una persone preziosa… una di quelle che, sentendosi parte di una comunità, aveva sentito la responsabilità, quasi il dovere, di farla crescere, renderla migliore… la sua era passione civile limpida e concreta, manifestata attraverso la bellezza e la cultura… Le sue mostre d’arte, i suoi concerti, la sua attenzione verso il teatro e il cinema fino al suo piccolo gioiello: il Museo degli Ex Libris, inestimabile e raro! E poi la partecipazione alla vita politica, sociale con il confronto che diventava dialogo, condivisione di idee. Un lavoro portato avanti con discrezione, serietà… spesso in solitudine, a volte incompreso… E poi aveva una grande qualità umana fatta di sensibilità e generosità… se c’è stata una persona che mi ha aiutato, consigliato e incoraggiato nel mio lavoro artistico e professionale è stato proprio Carlo! Unico e indimenticabile! A noi ora il compito di portare avanti il suo impegno con la stessa coerenza e tenacia…               Antonio Tucci 16.11.2013