il mio amico Francesco Gallucci

QUEL SORRISO DI FRANCESCO CHE HO SEMPRE CON ME 

Non so dire il motivo ma davvero ho molti ricordi di Francesco. Forse l'essere un bambino e appartenere ad una famiglia modesta significava anche restare molto colpiti da un mio coetaneo che viveva una vita molto diversa dalla mia. Andavamo a scuola insieme ma lui aveva molte cose che io desideravo e che ero sicuro non avrei mai avuto.  

Ho ancora nella mente Francesco pacioccone con quel grembiulino nero con il fiocco azzurro che correva nella piazza di Santa Maria e faceva a cartellate con i suoi compagni di scuola. Per i piu' giovani, spiego che noi ragazzi del 1959 (e non solo) andavamo alle elementari con una cartella appesa dietro alla schiena e una volta usciti da scuola, il divertimento consisteva nel prenderla e sbatterla sulla schiena dei compagni. Era una specie di guerra. Quelle cartelle avevano di solito due tasche davanti che si aprivano premendo un meccanismo a molla che liberava la tasca e...da quelle tasche usciva il profumo dei panini con la mortadella o con la frittata. La famosa ricreazione dove si "magneve" il panino sapientemente preparato dalla mamma. 

Francesco ebbe il suo primo ciclomotore (un Moto Guzzi giallo) prima ancora di compiere 14 anni, almeno cosi ricordo, e, questa cosa mi aveva sconvolto al punto tale che ancora oggi ogni tanto mi capita di sognare quel motorino. Lui era molto generoso e amava il divertimento. Per farmi fare un giro della Piazza sul motorino mi chiedeva scherzando: Mario, se ti allunghi per terra e ti rotoli per la discesa di Santa Maria allora ti faccio fare il giro. E' chiaro che non me lo facevo ripetere 2 volte. In un campo Scout ricordo che mi chiese di bere l'acqua con cui avevo lavato le pentole. Sicuramente era il 1972 e ricordo questa data perchè in televisione c'era per la prima volta Pinocchio di Luigi Comencini. Avevamo 13 anni.  

Quando eravamo ancora scolari, spesso mi invitava a casa sua: una casa molto grande in Via Sofia...aveva anche un ampio cortile con alberi ed era un divertimento giocare li.  

Ecco, proprio questa mattina (2011) sono tornato in via Sofia e il caso ha voluto farmi incontrare Tommaso Cieri a cui ho chiesto se anche lui ricordava del cortile. Sapete una cosa? Tommaso abita oggi proprio nella casa dove abitava Francesco e non ha esitato nel farmi entrare quando ha sentito che volevo rivedere quel cortile. Che emozione grande che ho provato! Che felicità nel poter scattare qualche foto che ora resterà per sempre con me. Davvero una bella giornata oggi! Grazie Tommaso. 

Con Francesco sono rimasto molto amico fino a prima del periodo nel quale iniziai a fare lo speaker di radio libere (1977) lui non era attratto dalla stessa mia passione e iniziammo a frequentare comitive diverse ma spesso ci vedevamo lo stesso ed era sempre un piacere fermarmi con lui. Nel 1984 lo invitai al mio matrimonio e ogni tanto vado a rivedere le foto in cui sto insieme a lui. Francesco era molto esuberante ma nello stesso tempo di una generosità unica. A volte si divertiva a raccontarci qualche piccola bugia perchè aveva capito che avevamo bisogno di sognare e la sua fantasia era sempre in movimento. 

Ci fu un periodo di almeno un mese (avevamo 16 anni) passato tutti i pomeriggi nel suo garage nella sua nuova abitazione di Via Marina. Aveva trovato una vespa 50 abbandonata e passammo molti pomeriggi a restaurarla. Eravamo stati capaci di smontare il motore pezzo per pezzo per pulirlo e poi rimontarlo. Pistone, biella, albero motore. Un giorno andai da lui e dal balcone mi disse di andare verso l'uscita del suo garage. Una lunga salita tra i pini da fare ed io mi ero messo sulla strada ad aspettare. Iniziai a sentire un rumore di motore molto potente, poi sentii ingranare la marcia e ancora il motore salire di giri mentre lui percorreva la salita. Improvvisamente lo vidi spuntare alla fine della salita in sella ad un vero cavallo di acciaio bianco e rosso! Porca miseria! Un Caballero Fantic Motor fiammante! Francè ma ti hanno comprato sto mostro? Lui fiero mi disse : Mario mo te lo faccio provare ma attento che quando entra in coppia questo si abbenda! Non avevo ben capito cosa significasse l'entrata in coppia ma lo capii quando mi mise in mano il 125. 

In pratica si accelerava e quando si arrivava ad un certo numero di giri, il motore erogava improvvisamente molta potenza. Era la coppia massima! Dopo quel giro mozzafiato, la notte sognavo quella moto ed è per questo motivo che a 43 anni, quando ho potuto, ho comprato una moto simile a quella :  Aprilia Petaso 650cc! Certo aveva molti piu' cavalli ma al primo giro subito pensai al Fantic di Francesco.  

Quante feste da ballo proprio a casa sua, tra collane di perle e oro. Il papà faceva il gioielliere e Francesco si fidava di tutti noi, sapeva che eravamo onesti e non avremmo mai toccato nulla. Quante emozioni ci dava Francesco! Quella Fiat 130 del papà e poi la Maserati Biturbo. Lui che mi diceva : dai sali che andiamo a fare un giro ed era sempre molto contento di farmi vedere le novità.

Aveva anche una grande stima per la mia ragazza (ora moglie) Paola, e mi diceva sempre che avevo scelto una ragazza molto seria. Insomma un ragazzo davvero che si faceva amare da tutti per il suo grande cuore e umanità! Nonostante stesse molto bene economicamente aveva conservato sempre un grande sentimento! Professionalmente era validissimo e gentilissimo.

Nel 1990 andai da lui per comprare un regalo e passai molto tempo a parlarci. Ad un certo punto mi mostrò una pistola e mi disse: Mario, l'ho dovuta prendere perchè vado in giro per lavoro, sanno cosa vendo e di questi tempi è molto pericoloso... ti fermano e ti rubano tutto ciò che hai in macchina! Poi aveva già subito una rapina: erano venuti dalla capitale vestiti da finanzieri e avevano portato via circa 200 milioni di lire di valore. Forse era la fine degli anni 70. Ricordo molto bene che diedero un colpo alla testa della mamma, che ebbe un importante trauma cranico con tumefazioni sull'80% del corpo. Si riprese dal coma dopo circa 5 mesi ma con forti deficienze motorie e psicologiche. La sorella di Francesco, Teresa si prese cura di lei quando era ancora una bambina perché aveva 10 anni!  

La mamma di Francesco e Teresa purtroppo proprio a seguito dei danni riportati  morì nel 1987. Una storia che segnò profondamente Francesco.  

Spesso arrivati vicino alle feste di Natale andavo da lui per farmi consigliare una collanina da regalare a mia moglie e cosi ci facevamo anche gli auguri e, in quel 21 dicembre 1991... mi ero appena messo a letto per un riposino pomeridiano quando venni svegliato da mia moglie che mi disse : hanno ammazzato Francesco! Immediatamente provai una sensazione molto strana, il mio cuore iniziò a battere in maniera scomposta. Mi sembrava di morire, la testa era leggera e vedevo la stanza girare intorno a me. La stessa sensazione la provai quando mi avvisarono che mio padre, ricoverato la notte del 15 agosto, era morto proprio dopo che ero tornato a casa dopo essere stato con lui per molte ore in ospedale.  

Quel 21 dicembre del 1991 chiamai subito il nostro amico comune Gianni Vespasiano e lui mi confermò che Francesco ci aveva lasciati.  

Purtroppo quella seconda rapina  presso il negozio/appartamento di Francesco…lui, subito dopo il pranzo era tornato al lavoro. I banditi sentirono la porta aprirsi e uno di loro si mise dietro la porta e gli sparò alla schiena perchè Francesco, nel vedere la sorella imbavagliata,  aveva tirato fuori la sua pistola ma senza pensare che dietro di lui un delinquente si era nascosto e avrebbe sparato. Purtroppo la corsa in ospedale servì a ben poco. Dopo molti anni seppi che addirittura erano componenti della banda della Magliana che in quel periodo in Italia di guai ne aveva fatti abbastanza. Francesco, non potrò mai dimenticare il tuo buon umore e la tua generosità! 

dai miei scritti - mario paolini

Caro Mario ho letto con piacere questo tuo ricordo molto preciso e davvero scritto con sentimento. La generosità di Francesco e la sua disponibilità verso gli altri è stata una caratteristica della mia famiglia tanto da abbracciare profondamente quel tipo di "Credo". Proprio grazie a mio fratello ho imparato a smontare e rimontare  i motori delle moto e sotto la sua super visione pulivo le guarnizioni e le parti lucide con la benzina rettificata. Assieme abbiamo partecipato alle gare di moto cross con il Caballero 125 R-CA Cross. Mi ha trasmesso la passione per i motori e tante altre bellissime cose! Oggi io continuo l'attività di famiglia in ricordo dei miei e per non darla vinta a chi pensava di piegare la nostra forza. 

Ti saluto con grande affetto e desidero salutarti con il motto di Francesco:---"....O .....MARIO....!!?? ZE' VEDEM....." 

Grazie Maria Teresa-22.2.2013